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Storia

 

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I Maori, popolazione di origine polinesiana, si stanziarono, attorno al 800 d.C., nelle due isole dell’Oceano Pacifico, l’Isola del Nord e l’Isola del Sud, che oggi formano la Nuova Zelanda e che essi chiamarono e continuano a chiamare Aotearoa: “La Terra della Lunga Nuvola Bianca”.

Nel 1642 giunse sulla costa nord occidentale dell’Isola del Nord il primo europeo, l’olandese Abel Tasman, ma la reazione decisa e immediata dei Maori sconsigliò a Tasman di mettere piede sulla terraferma. Il territorio, inizialmente chiamato “Staten Landt” dal navigatore, assunse, nel 1645 il nome di “Nova Zeelandia”, in omaggio a una provincia del Regno dei Paesi Bassi.

Il primo vero sbarco europeo è datato 17 ottobre 1769, quando il capitano inglese James Cook gettò l’ancora nella Mercury Bay, sulla costa orientale, prendendo possesso dell’Isola in nome di re Giorgio III. Tuttavia l’interesse da parte della corona britannica fu piuttosto modesto a causa della scarsità di risorse rilevate e fu solo nel 1830 che gli Inglesi si mostrarono seriamente interessati alla colonizzazione per prevenire analogo progetto da parte della Francia.


Il Trattato di Waitangi, stipulato il 6 febbraio 1840 nell’omonima cittadina fra il Governatore inglese William Hobson e 50 capi di altrettante tribù Maori, pose fine agli scontri che seguirono alla colonizzazione e sancì il riconoscimento, da parte Maori, dell’autorità della Corona inglese. Il Trattato segnò di fatto la nascita della moderna Nuova Zelanda, sebbene a tutt’oggi non sia del tutto spenta l’eco dei risentimenti che seguirono l’accordo, visto da più parti come una sostanziale acquisizione da parte inglese del controllo totale delle terre. Ciò fu riconosciuto nel 1995 dalla Corona britannica che destinò alle popolazioni Maori una consistente “riparazione” finanziaria per le terre ingiustamente confiscate.

La Nuova Zelanda mantenne il suo status di colonia fino al 1852, anno in cui il Parlamento britannico le concesse una limitata autonomia amministrativa. Fra le tappe più significative dello stanziamento europeo in Nuova Zelanda va ricordata, dal 1860 in poi, la scoperta dell’oro nell’Isola del Sud e il conseguente arrivo dall’Europa di centinaia di cercatori e avventurieri.

La Nuova Zelanda mantenne il suo status di colonia fino al 1852, anno in cui il Parlamento britannico le concesse una limitata autonomia amministrativa. Fra le tappe più significative dello stanziamento europeo in Nuova Zelanda va ricordata, dal 1860 in poi, la scoperta dell’oro nell’Isola del Sud e il conseguente arrivo dall’Europa di centinaia di cercatori e avventurieri. La Nuova Zelanda e' uno Stato Indipendente dal 1947; ad oggi, e' parte del Commonwealth.


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